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Oggetti Miei e Altrui Amplificati dal Web e Oltre

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Mobilità Dolce e Suoi Derivati

Filippo Albertin says:

L'idea che un collegamento tra territori possa essere esso stesso un territorio, dimenticato (per varie ragioni, specie urbanistiche) e ritrovabile (nell'ottica dell'ecocompatibilità) mi affascina. Mi sembra un concetto simile, piuttosto che collegabile, ai progetti di Luigi Bertuzzi: http://trovamiunnome.blogspot.com/2010/01/un-campobase-web-tutto-da-inventare.... read more

Co.Mo.Do. è una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor. Co.Mo.Do. è un tavolo allargato di discussione e proposta sui temi della mobilità dolce, dell’uso del tempo libero, del turismo e dell’attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili.
Obiettivi di Co.Mo.Do sono la promozione, attraverso forme e modi da definire, di una rete nazionale di mobilità dolce che abbia come requisiti fondamentali:
  • il recupero delle infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici ecc.)
  • la compatibilità e l’integrazione fra diversi utenti; la separazione dalla rete stradale ordinaria, o in certi casi la protezione della mobilità dolce sulle strade promiscue con i mezzi motorizzati a bassa intensità di traffico
  • l’integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa
Read more at www.ferroviedimenticate.it
 
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Posted by Filippo Albertin  18 days ago

Anche i Più Creativi

Filippo Albertin says:

Considerazioni sulla durevolezza delle cose basate su un video tutorial della Modo & Modo (Moleskine).

Amplifyd from my.opera.com
Questa domanda — punta di un iceberg personale che vi risparmio — me la pongo dopo aver visto una cosa che, nel suo picolo, mi ha turbato. Vediamo di andare con ordine.
Una domanda mi ha sempre ossessionato. Dove vanno a finire i libri che non vengono distrutti dagli agenti atmosferici?
Senza tediarvi tanto, la conclusione a cui sono arrivato è semplice: sembra che il mondo se ne freghi della durevolezza delle cose. Pare, cioè, che l’attenzione sia rivolta più alla bellezza e perfezione dell’effimero che alla possibilità di produrre oggetti che possano godere — e farci godere — di una loro ragionevole continuità nel tempo. Read more at my.opera.com
 
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Posted by Filippo Albertin  21 days ago

Gas-sss: Esempio di Ispirazione??

Filippo Albertin says:

In questi giorni esce "The Dome", romanzo chilometrico di Stephen King basato su di un suo manoscritto degli anni ottanta. Ricordando un altro romanzone di King, "The Stand", noto in Italia con il titolo "L'Ombra dello Scorpione", non posso fare a meno di citare questo film di Roger Corman, che già agli inizi dei Seventies, esattamente come King, ma ben prima di... read more

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Gas-s-s-s (also known as Gas! or It Became Necessary to Destroy the World in Order to Save It) was a 1971 motion picture produced and released by American International Pictures. It was producer Roger Corman’s final film for AIP, before leaving to found his own New World Pictures. It was Corman’s last film as director for eighteen years.

The movie is a post-apocalyptic dark comedy, about survivors of an accidental military gas leak, of an experimental agent that kills everyone on Earth over the age of twenty-five. (A cartoon title sequence shows a John Wayne-esque Army General announcing - and denouncing - the “accident”; the story picks up after the victims have died.)

See more at en.wikipedia.org
 
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Posted by Filippo Albertin  3 months ago

Cineclassici

Filippo Albertin says:

Da anni non guardo più la televisione. Sono un appassionato di cose antiche, specie cinematografiche. Ho pescato questo stupendo sito dai miei feeds, e non posso fare a meno di amplificarlo per voi.

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Posted by Filippo Albertin  3 months ago

Interpretare il Retrò

Filippo Albertin says:

Oggi il retrò è di moda, interessa, in qualche misura è presente nella cultura contemporanea. Osservando i lavori di questa bravissima disegnatrice (ma le amplificazioni qui potrebbero essere infinite, basti pensare alla corrente dello Steampunk), la domanda è: perché un immaginario collettivo che ha deliberatamente spazzato via la memoria ci tiene a riprodurne alcuni tratti nel graphic design, nella musica, nella miriade di addobbi della quotidianità? Forse che la nostra cultura globale funziona così? Vampirizza la memoria per tramutarla in piccolo simulacro estetico da posare su una mensola? Non so.

Nel mio piccolo ho però anch’io contribuito a una dichiarazione d’amore verso il retrò. In musica, in questo articoletto.

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Posted by Filippo Albertin  4 months ago

Opera Unite: Interessante Rivoluzione

Filippo Albertin says:

Non so perché, ma questa nuova cosa mi sta solleticando parecchio. L’idea di una rete di pc senza intermediazioni (cioè, più ragionevolmente, di una rete fatta ANCHE di strutture non mediate da server di terze parti) proietta davanti a me scenari curiosi: «Infiltratevi numerosi nel mio mondo!», insomma. Date una letta alla piccola introduzione che ho fatto su Creative Landscape.

Amplifyd from my.opera.com
Cosa fate di solito per condividere un file con qualcuno? Potete scegliere due strade: (1) l’invio di allegati attraverso la posta elettronica; (2) un servizio di hosting. Nel primo caso inviamo a un server un file che verrà prelevato dal destinatario. Nel secondo facciamo la stessa cosa, ma lasciamo l’oggetto nel server, e il destinatario, sia esso un utente munito di password, un amico in Facebook, piuttosto che un semplice lettore di un blog pubblico dove abbiamo lasciato un link, può accedere ottenendo delle copie. In entrambi i casi stiamo usufruendo di una struttura intermedia che raccoglie i nostri dati.
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Posted by Filippo Albertin  5 months ago

David e la Sua Bicicletta

Filippo Albertin says:

Trovo piuttosto interessante questa idea letteraria del grandissimo compositore, cantante e artista multimediale David Byrne (che è anche un notevole blogger). Mi ricorda il concetto espresso da un altro artista, il figlio dei fiori Matteo Guarnaccia, che nel suo Almanacco Psichedelico diceva che la civiltà di un paese è proporzionale all’amore che esso nutre verso i ciclisti che lo attraversano. Prossimamente da Bompiani.

Amplifyd from www.davidbyrne.com
Since the early 1980s, David has been riding a bike as his principal means of transportation in New York City. Two decades ago, he discovered folding bikes and started taking them with him when travelling around the world. DB’s choice was initially made out of convenience rather than political motivation, but the more cities he saw from his bicycle, the more he became hooked on this mode of transport and the sense of liberation, exhilaration, and connection it provided. This point of view, from his bike seat, became his panoramic window on urban life, a magical way of opening one’s eyes to the inner workings and rhythms of a city’s geography and population.
Bicycle Diaries Cover
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Posted by Filippo Albertin  6 months ago

Carte Bianche e Metafore Creative

Filippo Albertin says:

Riprendo qui un interessante articolo di Umberto Santucci pubblicato nella rubrica Manager Ludens, in ManagerZen. L’articolo è in realtà l’approfondimento di un ulteriore intervento di Santucci riguardante un gioco sistemico dalle molte applicazioni. Penso che questo approccio sia molto interessante per definire modalità d’azione e interazione tra individui entro progettualità “2.0″ e simili.

[Aggiornamento del 30/07/2009] Sono reduce da una divertente sperimentazione di questa tecnica in un incontro conviviale svoltosi ieri. Un grazie a tutti per la bella serata in compagni delle nostre strane carte scarabocchiate.

Amplifyd from www.managerzen.it
1000 Blank White Cards
Il nome anglofono del gioco è “1000 Blank White Cards”, un gioco di carte in cui ci si creano le carte con cui si gioca, e si stabiliscono i criteri con cui esse vanno giocate. La versione originale si deve a Nathan McQuillan di Madison, Wisconsin. Una nuova edizione del gioco fu creata nel 2001 da Riff Conner, ed è stata molto giocata nella Discordian Intelligence Agency. Sono state aggiunte linee guida per dargli un po’ più la struttura del gioco.
Il gioco è coerente con i principi del discordianesimo o erisianesimo, un gruppo neopagano ispirato alla patafisica, “la scienza delle soluzioni immaginarie e delle leggi che regolano le eccezioni”  come fu definita da Alfred Jarry che la creò alla fine dell’800, e che ispirò molti scrittori e artisti surrealisti e dadaisti come Raymond Queneau, Man Ray, Enrico Baj e altri.Read more at www.managerzen.it
 
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Posted by Filippo Albertin  6 months ago

Per uno Spazio Creativo

Filippo Albertin says:

Alcune parole che ho scritto, molto ispirato, pensando a certe mie progettazioni.

Dobbiamo capire quanto il nostro territorio di riferimento, qualunque esso sia, possa assorbire in termini di creatività operativa, e più precisamente quali possano essere le strutture attuali e potenziali in grado di orientarsi creativamente sulla base di ragionevoli motivazioni soggettive, allo scopo di supportare l’intera implementazione verso uno spazio dove la creatività sia in grado di circolare.

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Posted by Filippo Albertin  7 months ago

Twyla e le Sue Scatole

Filippo Albertin says:

Da quando ho iniziato a interessarmi di creatività, questa citazione, ripresa da Merlin Mann con lo stesso entusiasmo con cui la riprendo io, è tra le più significative. Nella sua semplicità.

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Everyone has his or her own organizational system. Mine is a box, the kind you can buy at Office Depot for transferring files. I start every dance with a box. I write the project name on the box, and as the piece progresses I fill it up with every item that went into the making of the dance. This means notebooks, news clippings, CDs, videotapes of me working alone in my studio, videos of the dancers rehearsing, books and photographs and pieces of art that may have inspired me.

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Posted by Filippo Albertin  7 months ago